Le sirene di Trallallà sono disseminate in tutta la città di Napoli. La città che nasce appunto dalla morte della sirena Partenope. Le loro figure maestose hanno abbandonato le sfere celesti della cosmologia platonica. Ora si stagliano nei vicoli, negli anfratti, nelle scale, nei meandri, nelle mura dell’eterna ferocia di una città condannata a non morire.
Questo libro — metà fanzine, metà opera d’arte — è una ricerca sulla figura della sirena, il mito più famoso di tutti i tempi. Un simbolo che unisce elementi contrastanti, sintetizzandoli in nuove figure, prestando il fianco a raccontare i violenti contrasti che Napoli continua a vivere.
L’autore racconta: “Lavoro sulla figura della sirena ossessivamente da circa quindici anni, mi ha aperto un mondo: è una figura mitologica antichissima, ricca di sfaccettature, molte declinabili a Napoli. La Sirena riunisce in sé la mescolanza di elementi eterogenei, è una figura altra che nasce dall’incontro di mondi diversi e per questo mi fa pensare alle tante contraddizioni di Napoli. La sirena è nel canto, nella seduzione, spesso fatale, nei femminielli, nell’odore del mare, nelle reti dei pescatori, per strada.”
Il volume contiene:
- Saggio introduttivo “Il Silenzio delle Sirene” di Luca Forgione (filosofo)
- Reportage fotografico dei luoghi che ospitano le Sirene di Trallallà: il centro storico con i suoi negozi, le sirene su scogli del mare, su barche semi-demolite
- Intervento critico di Gennaro Ascione
Le sirene di Trallallà hanno adesso lo sguardo rivolto altrove. Non riflettono più le immagini di Ulisse e, ancor prima, di Orfeo che con gli Argonauti cercava il vello d’oro. Nell’Argonautiche orfiche, Orfeo narra: “mentre io cantavo con la cetra, le Sirene, dalla cima dello scoglio, rimasero attonite, poi misero fine al loro canto. Quindi con le sue mani una gettò in mare i legni dell’aulo, un’altra la lira. Gemevano in maniera disperata, perché giungeva il giorno fatale della morte.”
Le Sirene Ciacione di Trallallà sono insolenti e carnali, abbandonano la tracotante bellezza mitologica per diventare presenza viva nei vicoli napoletani. Un progetto di street art che dialoga con i muri secolari del centro storico, raccontando storie scritte con graffi, metalli arrugginiti, brandelli di vecchie carte, finestre sgarrupate.
Formato: 28 x 28 cm, 52 pagine, immagini a colori e in bianco/nero.
L’autore: Trallallà (Alfonso de Angelis), nato nel 1968, street artist e location manager per cinema e televisione. Vive nel quartiere Chiaia ma lavora principalmente nel centro storico dove i suoi murales dialogano con la stratificazione millenaria della città.
