Napoli — New York solo andata.
La biografia ripercorre i 45 anni di vita artistica della cantante Gilda Mignonette (nome d’arte di Griselda Andreatini), dall’debutto nel 1908 fino alla sua tragica morte nel 1953 durante la traversata transoceanica che doveva riportarla a Napoli.
Gli inizi: Gilda nasce il 1° aprile 1896 nel quartiere della Duchesca, uno dei più popolosi quartieri di Napoli. Figlia di un professore di lettere (Francesco) e di una bellissima donna discendente dei marchesi Ruffo (Matilde), cresce in una famiglia povera ma colta. Piccola, minuta, dagli occhi neri lucenti e movenze rapide ed eleganti — tanto da farla paragonare a una Musmè giapponese — Gilda è in realtà una donna di forte carattere dal bel sorriso.
Il nome d’arte: Sceglie come cognome Mignonette in onore di una famosa sciantosa ungherese: Mimì Mignonette. Debutta giovanissima nei teatri di varietà e café-chantant del capoluogo partenopeo. Nel 1910 affronta le prime tournée all’estero: Spagna, Ungheria, Russia. Nel 1911 compie il primo viaggio oltre oceano in Argentina, ottenendo affermazioni al Casino Moulin Rouge di San Paulo.
Lo stile: Gilda Mignonette possedeva uno stile di canto tragico, affilato come lama di rasoio. Tendeva le corde vocali allo spasimo, senza risparmio: commuoveva. Un timbro particolare e riconoscibile — morbido e allo stesso tempo capace di raggiungere vette acute e potenti. Con lei, forse più che con la pur grande Elvira Donnarumma, la canzone napoletana divenne un fatto d’arte compiuto pure sul piano della pura interpretazione.
New York e la gloria: A New York forma la “Compagnia di Sceneggiata Mignonette”, nella quale militano Farfariello, Vittorio Parisi, Laura e Alberto Colombo. Fa conoscere la sceneggiata napoletana in tutto il mondo. Il suo picco di massimo successo arriva con la canzone ‘A cartulina ‘e Napule e con la rivista Faccetta nera.
La Regina degli emigranti: Viene unanimemente acclamata come “la Regina degli emigranti” o “la carusiana” dalle colonie italo-americane di Little Italy. Le sue più belle esecuzioni si raggruppano nei canti d’emigranti: Santa Lucia luntana, Mandulinata ‘e ll’emigrante, Connola senza mamma, ‘A meglia voce, ‘O paese d”o sole, E l’emigrante chiagne.
La persecuzione: Nel 1941, proprio a causa della rivista Faccetta nera che celebrava l’impresa imperialista italiana in Etiopia, l’FBI irrompe nel Majestic Theatre a pochi passi da Times Square intimandole di interrompere l’esibizione. Mussolini aveva appena dichiarato guerra agli Stati Uniti. Dal 1941 al 1948, l’FBI dichiara sovversivi i suoi dischi, impedendole di registrare presso qualsiasi etichetta discografica.
Il riconoscimento: Nel 1949 Gilda Mignonette viene nominata Dama Commendatrice dal Presidente dell’Argentina Juan Domingo Perón con tutti gli onori.
La tragica fine: Decisa a vivere la vecchiaia a Napoli, dopo un ultimo concerto a Brooklyn nel 1953, s’imbarca sul piroscafo Homeland. Durante la traversata perde la vita nel Mar Mediterraneo, 8 giugno 1953. Non vedrà mai più la sua Napoli.
Il libro è arricchito da:
- Interviste a personaggi che hanno conosciuto Gilda Mignonette (Luigi Rossi e Tony G. di New York)
- Iconografia inedita (fascicoli di Piedigrotta, copielle, copertine, locandine)
- Discografia completa a 78 giri, 33 giri, compilation e CD (pagine 177-201)
- Bozzetti drammatici portati al successo dalla Compagnia di Sceneggiata Mignonette
Una figura di confine fin dai primi passi. Alla frontiera per qualche tempo rimase pure come artista, incerta fra il teatro e il canto. Scelse il canto e fu una fortuna. La Gilda Mignonette raccontata da Antonio Sciotti non è più soltanto la regina degli emigranti: è una straordinaria interprete e una donna coraggiosa perfino negli errori. Oltre mezzo secolo dopo la scomparsa, torna a vita nuova.
