Vendi Napoli E Poi Muori

Napoli, Anno XXV della Rivoluzione. La napoletanità è scomparsa. E la morte è sulle tracce di chi ci aveva speculato su.

Siamo in un futuro non troppo lontano che ha molti tratti riconoscibili con il presente. Napoli è governata da “Illuminados” che difendono strenuamente l’essenza della città. Un pensiero critico, qualche dissenso, e il rischio è di incappare nella Crimen laesa napoletanitas.

Nell’autunno del XXV anno della Rivoluzione, Napoli è sconvolta da una serie di omicidi misteriosi. La cosa destò clamore quando fu chiaro che gli omicidi erano tutti collegati tra loro. La terza vittima, Claude Cannavale, fu ritrovata in un appartamento di Via dell’Anticaglia, soffocata con un cuscino intriso della sua bava. 8:23 del mattino, Sabato 19 ottobre.

Claude era una seguitissima fashion blogger, in città per un reportage sugli hipster napoletani: barba amish, vistosi tatuaggi, immancabili baffi arricciati, orologio dorato al polso, un bulldog francese al guinzaglio… come nel resto del mondo. Eccezion fatta per il tratto saliente di questa particolare declinazione della subcultura hipster: la predilezione per la musica neomelodica, sia classica sia d’avanguardia, unita a una vita passata in scooter, con tutte e due le gambe sullo stesso lato della sella.

I fatti di sangue s’intrecciano con un singolare fenomeno: l’ecolalia causata dalla ripetizione compulsiva del termine “napoletanità”, abitudine che ha totalmente svuotato di significato il termine stesso, facendo svanire rapidamente i comportamenti ad esso associati. La scomparsa della napoletanità mette in crisi i meccanismi di mobilitazione dell’opinione pubblica, del consenso, della stigmatizzazione, così come pure quelli dell’esaltazione, dell’eccezionalismo e dell’appartenenza.

Gennaro Ascione — sociologo e scrittore (classe 1978) — con questo romanzo dal genere ibrido mescola il fantascientifico al giallo, il realismo alla critica sociale. Un’opera tentacolare, apocalittica, che scardina la narrazione su Napoli a partire dai termini “napoletanità” e “rivoluzione”, usando l’ironia come arma per demistificare ipocrisie e soprusi. Il libro ha vinto il Premio Ponticelli dell’Arci Movie nel 2019.

I gabbiani si destarono per primi. Svegliarono Claude e tutti gli altri esseri viventi. Come sempre. Un secondo prima che il primo raggio di sole si levasse da dietro il crinale del Monte Somma. Napoli aveva subìto un crollo demografico del 20% in vent’anni. La popolazione di gabbiani, al contrario, era quintuplicata.


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