Due francesi nel corpo di Napoli.
L’avida Francia del 1799 voleva solo saccheggiare Napoli, ma due francesi condivisero il sogno dei vesuviani e difesero con tutte le loro forze la neonata Repubblica Napoletana.
Jean-Étienne Championnet (1762-1800) era il generale in capo dell’esercito francese che entrò a Napoli il 23 gennaio 1799, cacciando i Borboni e le truppe britanniche. Invece di saccheggiare la città come ordinato dal Direttorio francese, Championnet organizzò la Repubblica Napoletana, legando con i borghesi e nobili liberali napoletani, affidando loro il governo e promettendo di contentarsi di una contribuzione di 60 milioni invece di procedere al pillaggio sistematico.
Il Direttorio non voleva altre repubbliche, riservando le conquiste come monnaie d’échange nella guerra e prescrivendo la loro sfruttamento a fondo. Il commissario Faipoult intervenne per far rispettare le prescrizioni del Direttorio, ma Championnet lo espulse tenendogli testa. Questo portò alla sua destituzione il 13 febbraio 1799 e al suo arresto il 24 febbraio per abuso di potere. Fu trascinato di brigata in brigata fino a Grenoble, dove venne incarcerato.
Marc-Antoine Jullien (Parigi, 1775-1848) era un rivoluzionario e letterato che militò nelle file dei giacobini. Dopo aver scampato la ghigliottina rinnegando le proprie posizioni politiche, divenne redattore del Courrier de l’Armée d’Italie e seguì Napoleone in Egitto nel 1798. Consigliere del generale Championnet, fu dallo stesso nominato Segretario generale del governo provvisorio della Repubblica Partenopea il 26 gennaio 1799.
Jullien attaccò violentemente la condotta delle truppe francesi che si comportavano come in paese nemico: “Non ritornerò sugli atti d’indisciplina e i saccheggi commessi prima della nostra entrata a Capua…” scriveva, denunciando le requisizioni e i soprusi.
Pietro Gargano racconta la storia di questi due personaggi straordinari che, contro gli ordini del proprio governo, credettero nel sogno repubblicano napoletano e lottarono per difenderlo. Una storia di idealismo contro cinismo, di solidarietà contro rapina, ambientata nei drammatici mesi della breve ma intensa esperienza della Repubblica Napoletana del 1799.
Il libro è arricchito da documenti d’epoca, corrispondenze e testimonianze che ricostruiscono il clima rivoluzionario di quei mesi, quando Napoli tentò di liberarsi dalla monarchia borbonica e di aderire agli ideali della Rivoluzione Francese.
